[11] Postero die Germanorum acies trans Visurgim stetit. Caesar nisi pontibus praesidiisque inpositis dare in discrimen legiones haud imperatorium ratus, equitem vado tramittit. praefuere Stertinius et e numero primipilarium Aemilius, distantibus locis invecti, ut hostem diducerent. qua celerrimus amnis, Chariovalda dux Batavorum erupit. eum Cherusci fugam simulantes in planitiem saltibus circumiectam traxere: dein coorti et undique effusi trudunt adversos, instant cedentibus collectosque in orbem pars congressi, quidam eminus proturbant. Chariovalda diu sustentata hostium saevitia, hortatus suos ut ingruentis catervas globo perfringerent, atque ipse densissimos inrumpens, congestis telis et suffosso equo labitur, ac multi nobilium circa: ceteros vis sua aut equites cum Stertinio Aemilioque subvenientes periculo exemere.
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11. Il giorno dopo i Germani si schierarono a battaglia al di l? del Visurgi. Cesare, ritenendo un gesto da pessimo comandante mandare le legioni allo sbaraglio, senza aver prima gettato i ponti e disposti i presidi, fa passare a guado la cavalleria. La guidavano Stertinio ed Emilio, uno dei centurioni primipili, che scesero in campo in luoghi distanziati, per dividere l'esercito nemico. L? dove ? pi? violenta la corrente, balza a terra Cariovaldo, il capo dei Batavi; i Cherusci, fingendo la fuga, lo attirano in una piana circondata da boschi, poi, balzati fuori, si riversano da ogni parte, travolgono i nemici che stanno loro dinnanzi, li incalzano nella ritirata, portando ripetute cariche sugli avversari, raccoltisi nel frattempo in cerchio, mentre altri li scompigliano con lanci da lontano. Cariovaldo regge a lungo la furia nemica, poi esorta i suoi a sfondare, in gruppi serrati, le schiere che li investono, e, gettatosi nel folto della mischia, trafittogli dal basso il cavallo, s'abbatt? sopraffatto dai dardi, e attorno a lui cadevano molti nobili; gli altri si salvarono o col proprio valore o col soccorso della cavalleria di Stertinio e di Emilio.
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