[39] Eodem anno mancipii unius audacia, ni mature subventum foret, discordiis armisque civilibus rem publicam perculisset. Postumi Agrippae servus, nomine Clemens, comperto fine Augusti pergere in insulam Planasiam et fraude aut vi raptum Agrippam ferre ad exercitus Germanicos non servili animo concepit. ausa eius inpedivit tarditas onerariae navis: atque interim patrata caede ad maiora et magis praecipitia conversus furatur cineres vectusque Cosam Etruriae promunturium ignotis locis sese abdit, donec crinem barbamque promitteret: nam aetate et forma haud dissimili in dominum erat. tum per idoneos et secreti eius socios crebrescit vivere Agrippam, occultis primum sermonibus, ut vetita solent, mox vago rumore apud inperitissimi cuiusque promptas auris aut rursum apud turbidos eoque nova cupientis. atque ipse adire municipia obscuro diei, neque propalam aspici neque diutius isdem locis, sed quia veritas visu et mora, falsa festinatione et incertis valescunt, relinquebat famam aut praeveniebat.
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39. Sempre nello stesso anno l'audacia di un unico schiavo avrebbe, senza un tempestivo intervento, fatto precipitare lo stato nelle lacerazioni della guerra civile. Uno schiavo di Postumo Agrippa, di nome Clemente, saputo della morte di Augusto, concep?, con animo tutt'altro che servile, il piano di portarsi nell'isola di Pianosa, per rapire con l'inganno o con la forza Agrippa e di condurlo agli eserciti di Germania. La lentezza di una nave da carico vanific? il suo audace progetto. Nel frattempo s'era consumato l'assassinio di Agrippa; e allora si volse a un proposito pi? grande e rischioso: ne sottrae le ceneri, si reca a Cosa, promontorio dell'Etruria, e si nasconde in una localit? solo a lui nota, in attesa che gli crescessero capelli e barba: infatti per et? e aspetto molto somigliava al suo padrone. A questo punto, mediante uomini abili e messi a parte del suo segreto, diffonde la notizia che Agrippa ? vivo, dapprima con discorsi a mezza voce, come per le notizie proibite, poi in una girandola di chiacchiere, accolte dalle orecchie avide degli ingenui o riportate ai turbolenti, desiderosi appunto di soluzioni eversive. Egli stesso, al calar della sera, s'aggirava per i municipi, senza farsi vedere apertamente e senza indugiare negli stessi posti, ma si lasciava dietro dicerie sul suo passaggio oppure le precedeva, perch? la verit? trae forza dal confronto diretto e prolungato nel tempo, la menzogna punta invece sull'indeterminatezza e la precipitazione.
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