LETTERATURA torna alla homepage
PRECICERONIANA CICERONIANA AUGUSTEA IMPERIALE RISORSE
     
Ovidio


  Cerca







Progetto Ovidio - database

 

 


 torna alla pagina precedente
 passim precedente

autore
brano
 
Tacito
Annali II, 50
 
originale
 
[50] Adolescebat interea lex maiestatis. et Appuleiam Varillam, sororis Augusti neptem, quia probrosis sermonibus divum Augustum ac Tiberium et matrem eius inlusisset Caesarique conexa adulterio teneretur, maiestatis delator arcessebat. de adulterio satis caveri lege Iulia visum: maiestatis crimen distingui Caesar postulavit damnarique, si qua de Augusto inreligiose dixisset: in se iacta nolle ad cognitionem vocari. interrogatus a consule quid de iis censeret quae de matre eius locuta secus argueretur reticuit; dein proximo senatus die illius quoque nomine oravit ne cui verba in eam quoquo modo habita crimini forent. liberavitque Appuleiam lege maiestatis: adulterii graviorem poenam deprecatus, ut exemplo maiorum propinquis suis ultra ducentesimum lapidem removeretur suasit. adultero Manlio Italia atque Africa interdictum est.
 
traduzione
 
50. Prendeva intanto forza la legge di lesa maest?. La invoc? un delatore contro Appuleia Varilla, nipote di una sorella d'Augusto, accusandola di discorsi sarcastici e irriverenti nei confronti del divo Augusto, di Tiberio e della madre di lui, oltre che di mantenere, bench? parente di Tiberio, un rapporto adulterino. Per l'adulterio parve a Tiberio che gi? bastasse la legge Giulia; quanto al delitto di lesa maest?, chiese una trattazione separata e la condanna solo per le espressioni irriguardose verso Augusto; non voleva invece inchieste su offese indirizzate alla propria persona. Alla richiesta del console perch? esponesse il suo pensiero circa le malignit? espresse contro sua madre, tacque; nella successiva seduta del senato poi, anche a nome della madre, chiese di non considerare incriminabili le espressioni in qualunque modo indirizzate contro di lei. Assolse dunque Appuleia dall'accusa di lesa maest?; per?, avendo deplorato come troppo grave la pena per l'adulterio, persuase i suoi parenti a relegarla, secondo l'esempio degli avi, a pi? di duecento miglia da Roma. Manlio, l'adultero, fu bandito dall'Italia e dall'Africa.
 

aggiungi questa pagina ai preferiti aggiungi ai preferiti imposta progettovidio come pagina iniziale imposta come pagina iniziale  torna su

tutto il materiale presente su questo sito è a libera disposizione di tutti, ad uso didattico e personale, non profit/no copyright --- bukowski

  HOMEPAGE

  SEGNALA IL SITO

  FAQ 

ideatore, responsabile e content editor NUNZIO CASTALDI (bukowski)
powered by www.weben.it

Licenza Creative Commons
i contenuti di questo sito sono coperti da Licenza Creative Commons