[56] Ambigua gens ea antiquitus hominum ingeniis et situ terrarum, quoniam nostris provinciis late praetenta penitus ad Medos porrigitur; maximisque imperiis interiecti et saepius discordes sunt, adversus Romanos odio et in Parthum invidia. regem illa tempestate non habobant, amoto Vonone: sed favor nationis inclinabat in Zenonem, Polemonis regis Pontici filium, quod is prima ab infantia instituta et cultum Armeniorum aemulatus, venatu epulis et quae alia barbari celebrant, proceres plebemque iuxta de vinxerat. igitur Germanicus in urbe Artaxata adprobantibus nobilibus, circumfusa multitudine, insigne regium capiti eius imposuit. ceteri venerantes regem Artaxiam consalutavere, quod illi vocabulum indiderant ex nomine urbis. at Cappadoces in formam provinciae redacti Q. Veranium legatum accepere; et quaedam ex regiis tributis deminuta quo mitius Romanum imperium speraretur. Commagenis Q. Servaeus praeponitur, tum primum ad ius praetoris translatis.
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56. Questo popolo era malfido sin da tempi remoti per l'indole degli uomini e la posizione del paese che, situato per lungo tratto ai confini delle nostre province, si addentra fin nella Media: collocati dunque fra due imperi potenti, gli Armeni si trovano anche spesso divisi tra odio contro i Romani e rivalit? coi Parti. In quel periodo, rimosso Vonone, non avevano re, ma le simpatie di tutti andavano a Zenone, figlio di Polemone, re del Ponto, perch?, avendo seguito fin da fanciullo le tradizioni e i modi di vita degli Armeni, si era guadagnato, con le cacce, i banchetti e le altre pratiche preferite da quei barbari, sia i capi sia il popolo. Germanico dunque, con l'assenso dei nobili e una grande partecipazione popolare, pose sul capo di Zenone, nella citt? di Artassata, la corona regale. E tutti, prostrati, lo salutarono re col nome di Artassia, tratto da quello della citt?. Quanto alla Cappadocia, ridotta allo stato di provincia, ricevette come legato Quinto Veranio; le vennero alleggeriti alcuni tributi imposti dai re, perch? si sperava che apparisse pi? lieve il dominio dei Romani. Quinto Serveo fu proposto alla Commagene, passata allora per la prima volta sotto la giurisdizione di un pretore.
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