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autore
brano
 
Cicerone
Della divinazione, I, 26
 
originale
 
26 Nam quid ego hospitem nostrum, clarissumum atque optumum virum, Deiotarum regem, commemorem? Qui nihil umquam nisi auspicato gerit. Qui cum ex itinere quodam proposito et constituto revertisset aquilae admonitus volatu, conclave illud, ubi erat mansurus, si ire perrexisset, proxima nocte corruit.
 
traduzione
 
26 Non ho bisogno di rammentare il nostro ospite, il re Dei?taro, uomo insigne ed eccellente, il quale non fa mai nulla se non dopo aver preso gli auspicii. Una volta egli aveva progettato e iniziato un viaggio. Ammonito dal volo sfavorevole di un'aquila, torn? indietro; ebbene, la stanza nella quale avrebbe sostato se avesse proseguito il suo percorso, croll? la notte seguente.
 

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