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brano
 
Cicerone
De Natura Deorum, II, 18
 
originale
 
[18] Et tamen ex ipsa hominum sollertia esse aliquam mentem et eam quidem acriorem et divinam existimare debemus. unde enim hanc homo "arripuit", ut ait apud Xenophontem Socrates, quin et umorem et calorem, qui est fusus in corpore, et terrenam ipsam viscerum soliditatem, animum denique illum spirabilem, si quis quaerat, unde habeamus, apparet; quorum aliud a terra sumpsimus, aliud ab umore, aliud ab igni, aliud ab aere eo, quem spiritum dicimus, illud autem, quod vincit haec omnia, rationem dico et, si placet pluribus verbis, mentem, consilium, cogitationem, prudentiam, ubi invenimus, unde sustulimus? An cetera mundus habebit omnia, hoc unum, quod plurimi est, non habebit? atqui certe nihil omnium rerum melius est mundo, nihil praestantius, nihil pulchrius, nec solum nihil est, sed ne cogitari quidem quicquam melius potest. et si ratione et sapientia nihil est melius, necesse est haec inesse in eo, quod optimum esse concedimus.
 
traduzione
 
18. Ci? non toglie per? che, proprio partendo dalle elevate capacit? dell'umano intelletto, siamo necessariamente spinti a riconoscere l'esistenza di una mente superiore alla nostra e di natura divina. ? Donde l'uomo avrebbe potuto trarre la sua? ? si chiede Socrate in un'opera di Senofonte. Se ci si limita a chiedere donde l'uomo abbia tratto l'umidit? ed il calore che vediamo intimamente fusi nel suo corpo o i suoi organi interni solidamente connessi fra di loro come avviene negli altri esseri terrestri o l'aria che si respira, appare evidente che tutto ci? gli deriva in parte dalla terra, in parte dall'elemento liquido, in parte dal fuoco, in parte dall'aria che chiamiamo spirito. Ma l'elemento che sovrasta tutti gli altri, la ragione (o mente o facolt? deliberativa o pensiero o prudenza che dir si voglia) dove l'abbiamo scovata, da quale fonte l'abbiamo ricevuta? Il mondo recher? dunque in s? tutto il resto e mancher? di quest'unico elemento che ? senz'altro il pi? prezioso? Eppure fra tutto ci? che esiste non v'? nulla che sia superiore a questo nostro inondo, nulla che sia pi? apprezzabile o pi? bello: e non solo non esiste nulla che sopravanzi l'eccellenza dei mondo, ma non ? neppure possibile immaginarlo. E se non c'? nulla di superiore alla ragione ed alla sapienza dobbiamo necessariamente concludere che tale facolt? ha sede proprio in quell'entit? che riconosciamo essere al di sopra di tutto ci? che esiste.
 

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