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Progetto
Ovidio - database
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autore
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brano
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Cicerone
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De Natura Deorum, II, 166
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originale
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[166] Quae ratio poetas maxumeque Homerum inpulit, ut principibus heroum, Ulixi, Diomedi, Agamemnoni, Achilli certos deos discriminum et periculorum comites adiungeret. Praeterea ipsorum deorum saepe praesentiae, quales supra commemoravi, declarant ab is et [in] civitatibus et singulis hominibus consuli; quod quidem intellegitur etiam significationibus rerum futurarum, quae tum dormientibus, tum vigilantibus portenduntur; multa praeterea ostentis, multa in extis admonemur multisque rebus aliis, quas diuturnus usus ita notavit, ut artem divinationis efficeret.
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traduzione
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166. Fu questa considerazione che spinse i poeti, e soprattutto Omero, a fare di determinati d?i i compagni di
pericolo e di avventure di eroi quali Ulisse, Diomede, Agamennone, Achille. E non basta: spesso gli d?i si sono
presentati di persona, come nei casi sopra ricordati, mostrando chiaramente il loro particolare interesse per determinate
citt? e per singoli personaggi. Ci? risulta anche dalla rivelazione di eventi futuri fatta ora a uomini immersi nel sonno,
ora nel pieno della veglia. Si aggiungano i numerosi avvertimenti che ci vengono dai vari segni, dall'esame delle
interiora delle vittime e dagli altri fenomeni dei quali una diuturna esperienza ha fatto altrettanti strumenti dell'arte
divinatoria.
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