Data:
21/10/2003 3.22.03
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L?universo si pu? definire come l?insieme di cielo e terra e dei corpi terrestri e celesti, ovvero come un ordine ?provvidenziale? [sintetizzo cos? ?mundus est ornata ordinatio dei munere, deorum recta custodia?; virgoletto il termine, dal momento che ?in Aristotele [?] si pu? parlare di provvidenza in senso limitato, cio? limitatamente al cielo e alle leggi naturali; si tratta di una tesi sostenibile, dal punto di vista esegetico, anche se il concetto di provvidenza farebbe pensare, pi? che a una semplice azione motrice, a un interesse cosciente e deliberato per il mondo, che al Dio di Aristotele ? difficile attribuire? [E. Berti]; il riferimento ad Aristotele, caro Paolo, ? dovuto al fatto che il trattato ?De mundo? di Apuleio non ? altro che una traduzione ? ?libera? o artistica, comunque filosoficamente rimeditata ? dell?omonimo trattato attribuito (forse a torto) proprio allo Stagirita]. E dell?universo, la Terra, che genera e alimenta tutti gli esseri viventi, occupa il fisso e immobile ?cardine? ? cos? sarei propenso a rendere il greco ?kentron? [centro] ? mentre tutte le cose che si trovano sulla sua superficie risultano cinte e coperte, com?? dato riscontrare, da un limpido strato atmosferico, che funge, come dire, da tetto protettivo. Al di sopra del quale strato v?? la divina dimora, quella che chiamiamo ?volta celeste?, ch?, appunto, la scorgiamo ricca di corpi divini e stupendi bagliori, che appartengono al Sole splendente, alla Luna ed agli altri astri, col cui corso la volta celeste segna l?alternarsi del giorno e della notte; e la vediamo condurre anche il moto circolare, continuo ed infinito nella durata, delle stelle. Ora, dal momento che l?intera volta celeste gira su se stessa come una sfera, se ne conviene ch?essa debba esser compresa tra punti estremi e immobili, ovvero i vertici fissati dall? ?architetto divino?, come, ad esempio, nel caso del tornitore, che ? con giri alterni ? foggia la rotondit? d?una massa informe compresa nella morsa del tornio. Questi vertici li chiamiamo poli; da essi ? se, come da punti estremi, tracciamo una retta che li unisca ? vien fuori il cosiddetto ?asse? [terrestre, ovviamente], ovvero la linea che divide e delimita l?universo, assettando il mondo nel mezzo. Invero, questi vertici ? che, come dicevo, sono fissi ? risultano disposti in modo che uno appare sopra la nostra testa, sul versante di Borea, ch?? il nord, mentre l?altro, quello antartico, ? all?antipode, e corrisponde alla zona resa umida ed afosa dal soffio dell?Austro. Inoltre, la volta celeste, le stelle del cielo e l?intera compagine astrale vengon detti, nel loro insieme, ?aether? non in virt? ? come taluni suppongono ? della loro incandescenza, ma perch? ? come lascia arguire il loro moto continuo e circolare [e dunque, caro Paolo, perfetto] ? essi tutti son costituiti da un elemento che nulla ha a che fare con i 4 che tutti conosciamo [terra, acqua, aria, fuoco]: un quinto elemento ? quinto nell?elencazione, ma primo per caratteristiche ed importanza ? ch?? di qualit? divina e perfetta [l?etere, o quintessenza, appunto].
Trad. Bukowski
P.S.: ho l?impressione di tradurre sempre le stesse cose :)) salutoni
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