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Progetto Ovidio - attualità in latino
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--- aggiornato
al 3 giugno 2005 --- |
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N.B.: 1) le immagini associate ai testi linkano a siti inerenti agli argomenti trattati 2) le notizie vengono selezionate ed eventualmente adattate per la Rete italiana
3) i redattori finnici interrompono le loro attività dal 17/06 al 26/08 per le vacanze estive |
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>>> FRANCOGALLI ‘NON’
DIXERUNT.
Die Dominico populus Francogallicus suffragatum iit de quaestione,
utrum lex Unionis Europaeae fundamentalis approbaretur necne.
Tabellis perspectis repertum est sententias ‘non’
dicentium manifeste praevalere, cum amplius quinquaginta quinque
centesimas omnium votorum efficerent.
Qui eventus praesidenti Jacques Chirac magnam auctoritatis
cladem paravit: is enim, cum illam legem sine dubio comprobatum
iri confideret, de suffragio populi ineundo decreverat.
Chirac de victoria adversariorum certior factus oratione televisifice
habita se voluntati populi morem gesturum esse pollicitus
est.
‘Fieri tamen non potest’, inquit, ‘quin
Francogallis iam difficilius sit sua commoda in Unione Europaea
provehere’.
>>> RAFFARIN MUNUS
DEPOSUIT.
Quantam vim exitus suffragii in politicam Francogalliae domesticam
habuerit, inde quoque elucet, quod primus minister Jean-Pierre
Raffarin iam biduo post se magistratu abdicare coactus est.
In locum eius successit Dominique de Villepin, vir quinquaginta
duos annos natus et in re publica iam diu versatus.
>>> QUID MODERATORES
DIXERINT.
Plebiscitum Francogallorum moderatores Unionis Europaeae et
ministros civitatum eius sociarum ad sententiam de nova rerum
condicione proferendam elicuit.
Jose Manuel Barroso, praeses commissionis Unionis: ‘Unio
Europaea’, inquit, ‘in praesenti quidem magnis
difficultatibus implicita est, sed hanc rem adversam aequo
animo accipiamus oportet’.
Jean-Claude Juncker, minister princeps Luxemburgi, negavit
fieri posse, ut novae consultationes de lege fundamentali
instituerentur.
[Nuntios Latinos 3.06.2005 redegit Tuomo Pekkanen
- © Copyright Finnish
Broadcasting - Yleisradio
Oy]
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>>> IL ‘NO’ DEI FRANCESI.
Domenica [29 maggio; ndt], il popolo francese ha
votato il referendum sull’approvazione della Costituzione
[lex… fundamentalis] dell’Unione Europea. I dati
dello scrutinio hanno evidenziato una vittoria schiacciante
dei ‘no’, al di sopra del 55% dei voti totali.
Esito che ha assestato un duro colpo all’immagine del
presidente Jacques Chirac, fautore della campagna referendaria,
convinto com’era che la Costituzione sarebbe stata senza
dubbio approvata.
Preso atto della bocciatura, Chirac, nell’appello televisivo
alla Nazione, ha promesso di rispettare la volontà
del popolo, ‘benché’ – ha ammesso
– ‘si sia creato, inevitabilmente, un contesto
alquanto difficile per la difesa degl’interessi francesi
nell’ambito dell’UE’.
>>> LE DIMISSIONI DI RAFFARIN.
L’entità della bufera che si è abbattuta
sulla politica interna francese, in seguito all’esito
referendario, la si può peraltro valutare dalle ‘dovute’
dimissioni rassegnate, già due giorni dopo, dal premier
Jean-Pierre Raffarin.
Gli succede il 52enne Dominique de Villepin, uomo di provata
esperienza politica [nonché fedelissimo di Chirac;
ndt].
>>> LE REAZIONI DEI LEADER POLITICI.
L’esito del referendum francese ha indotto i massimi
rappresentanti dell’Unione Europea ed i capi di stato
e di governo dei Paesi membri a rilasciare dichiarazioni ufficiali
sulla nuova situazione politica.
Il presidente della Commissione Europea, Josè Manuel
Barroso, non nega che, al momento, l’UE sia invischiata
in gravi problemi, ‘tuttavia – dice – bisogna
che affrontiamo con fiducia questo difficile frangente’.
Il premier lussemburghese [nonché presidente di
turno dell’Unione Europea; ndt], Jean-Claude Juncker,
ha perentoriamente affermato ch’è impossibile
rinegoziare il testo del trattato costituzionale.
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>>> NOMEN PRAETORIAE
MUTATUR.
Magistratus Rei publicae Africae Australis propositum approbavit,
ex quo Praetoria, caput civitatis, cum nova appellatione Tshwane
mutaretur.
Incolae albicolores, qui mutationi adversantur, illud consilium
per quandam damnationem memoriae captum esse censent.
Praetoria enim nomen accepit ex Andrea Praetorio, qui bello
Burano saeculo undevicesimo mediante in Africa gesto praefectus
exercitus erat. [Nuntios Latinos 3.06.2005 redegit
Tuomo Pekkanen - © Copyright Finnish
Broadcasting - Yleisradio
Oy]
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>>> PRETORIA CAMBIA NOME.
Il governo della Repubblica del Sudafrica [Africae Australis]
ha approvato la proposta di cambiare il nome della capitale
(amministrativa) del Paese da Pretoria in Tshwane [dal
nome di un capo tribale che regnava sulla zona prima dell’arrivo
dei coloni bianchi; ‘Tshwane’ in lingua zulu significa
‘siamo tutti uguali’; ndt].
I sudafricani bianchi, contrari al mutamento di nome, sostengono
che tale decisione sia stata presa in base ad una sorta di
‘damnatio memoriae’ [lett. ‘condanna
della memoria’; presso gli antichi Romani, condanna
consistente nel cancellare ogni ricordo (nome, ritratti, iscrizioni)
di colui contro il quale veniva decretata la morte; ndt].
Pretoria, infatti, ha acquisito il proprio nome [nel 1855;
ndt] in onore di Andries Pretorius [nella foto],
a capo dell’esercito durante il conflitto (anglo-)boero,
divampato in Sudafrica a metà del XIX sec. [era,
insomma, un leader dei coloni Afrikaans che si spostarono
all’interno del Paese per sfuggire al potere coloniale
britannico; ndt].
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>>> MARK FELT ‘GULA
PROFUNDA’.
Iam plus triginta annos quaesitum erat, quisnam fuisset vir,
"Gula profunda" appellata, qui duos redactores Americanos
Bob Woodward et Charles Bernstein adiuvaret ad scandalum Watergate
palam faciendum.
Quod aenigma Kalendis Iuniis solutum est, cum Mark Felt, olim
director adiunctus Officii Foederatorum Vestigatorii (FBI),
in publicum prodiit confitens se illum delatorem esse. Res
Watergate, e parvis initiis exorta, ad extremum eo adducta
est, ut praesidenti Richard Nixon mense Augusto anno millesimo
nongentesimo septuagesimo quarto (1974) munus deponendum esset.
[Nuntios Latinos 3.06.2005 redegit Tuomo Pekkanen
- © Copyright Finnish
Broadcasting - Yleisradio
Oy]
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>>> MARK FELT, ALIAS ‘GOLA PROFONDA’.
Il mistero, durato più di 30 anni, sulla vera identità
del personaggio che, sotto lo pseudonimo di ‘Gola profonda’,
aiutò i due giornalisti americani Bob Woodward e Charles
Bernstein [inviati del ‘Washington Post’;
ndt] a smascherare lo scandalo ‘Watergate, si è
sciolto l’1 giugno di quest’anno, allorquando
Mark Felt, all’epoca vicedirettore del ‘Federal
Bureau of Investigation’ (FBI) [come noto, è
il maggiore ‘ente federale di investigazioni’
degli Stati Uniti d’America, preposto alla sicurezza
interna; ndt], ha rivelato pubblicamente di essere lui
la leggendaria fonte anonima [come appare nella foto,
oggi Felt è un simpatico 91enne, , purtroppo affetto
da una grave ischemia].
La faccenda del Watergate, all’inizio ritenuta di scarsa
importanza, assunse in seguito dimensioni tali da costringere
il presidente Nixon a rassegnare le dimissioni, nell’agosto
del 1974 [rischiando addirittura di finire in carcere
per l’accaduto, se il suo successore Ford non l’avesse
impedito esercitando la prerogativa presidenziale della grazia;
ndt].
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le notizie
in latino sono redatte, con scadenza settimanale, da Reijo Pitkäranta
e Tuomo Pekkanen - © Copyright Finnish
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